Dario Fo si rivolge a quel mattacchione di Renzi - Divertentissimo

Ridiamo un po. Facciamolo per sdrammatizzare, si intende. La realtà in cui siamo costretti a vivere è come se fosse racchiusa all'interno di una esilarante barzelletta. Chi ci amministra è come quel personaggio di nome Giufà 'che una ne pensa e cento ne fa' raccontava la filastrocca.

Dario Fo, pertanto teatralizza uno pseudo incontro con il nostro noto Matteo ed ironizza un po' su quello che lo riguarda. Quanti di noi sogniamo di incontrare per caso il bel Matteo e magari parlargli, domandandogli a tu per tu ciò che di lui ancora non abbiamo capito o in mala fede, abbiamo frainteso.

Il monologo consiste nell'interpellare quasi fosse un racconto Machiavellico rivolto direttamente a Lorenzo, non a caso, bello anch'esso. "Chi vuol esser lieto sia di domani non vi è certezza.." recitava il verso, tanto onesto così come attuale. Poiché è inutile non provare a ironizzare, è evidente che il contesto si incastra a pennello e Dario Fo di questo se ne rende conto e gioca con le intonazioni, le parole, le espressioni, la gestualità. Pone il tutto in modo da farci sognare, cosicché noi attenti spettatori, possiamo illuderci dolcemente che la presenza del noto Matteo è reale, è lì, tangibile. Il ché rende tutto molto bello. Fruibile, accessibile a chiunque. Non importa se intellettuale o contadino. Mancano cinque parole allo scadere di questa mia descrizione, pertanto posso solo dirvi che questo video colmo di citazioni, "non si ha da vedere".

Poiché va contro corrente. L'idea tutta è frutto di un voler mettere sotto al tappeto dell'altra polvere, così da ridere e da compiacersi della 'furbata' appena fatta. Dario Fo diverte poiché racconta le vicissitudini di un burlone. Ma che tutto questo alla fine vi faccia riflettere, perché alla fine poca è la differenza fra Furbone e Burlone. Solo due lettere PD.
Autore wPro7News
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